Palazzo Malvezzi

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Nel 1448, Virgilio Malvezzi, ne iniziò la costruzione, 10 anni prima di ottenere la Signoria di questa terra. Si estende lungo il centro del castello inserendosi in maniera armonica con il contesto. Il rango della dimora è sottolineato dalla mancanza del portico, dal suo arretramento sulla strada che attraversa l’abitato e dalla compattezza del fronte lineare qualificato soltanto dall’ampio portale ogivale e dal balconcino. La piazza antistante accentua la centralità e l’importanza della sede.

Il lato sud del palazzo, privato, mostra la propria rilevanza signorile sia per la serie di ampie finestre a sesto acuto, di cui si vedono chiaramente le tracce, sia per la torre affiancata a cui si richiama quella del palazzo del Podestà.
Attraversato il portone principale, ad arco acuto, si apre la suggestiva corte: il loggiato inferiore copre tre lati , due maggiori con tre archi a tutto sesto e uno minore con due. Ad ogni arco del loggiato inferiore corrispondono due archi della loggia superiore. Al piano terra, nella corte centrale scoperta, è contenuta una cisterna che anticamente tratteneva le acque piovane.

Dei locali originari non resta molto a causa dei continui interventi: nella seconda metà del settecento furono apportate modifiche sostanziali, delle quali rimane l’ampia scala di accesso al piano superiore. Nel 1829 venne aperto, al piano terra, un piccolo teatro affrescato da Antonio Basoli, complesso del quale non rimane traccia. Nel 1865, alla morte di Maria, ultima figlia di Piriteo IV Malvezzi, la proprietà passò alla famiglia Hercolani. L’edificio, notevolmente danneggiato dall’ultimo conflitto mondiale, è stato acquisito al patrimonio pubblico negli anni cinquanta e successivamente restaurato. Oggi è sede del Municipio.

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