Il Borgo: Piazza Triangolare

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Dal 1721 al 1724, il famoso architetto bolognese Luigi Casoli, , disegnò e diresse la costruzione degli edifici e la realizzazione della piazza, che costituiscono il “Borgo”.
Voluto dai signori Malvezzi per rendere più ampio, funzionale ed accogliente l’abitato esterno alla cinta muraria, nei primi decenni del settecento, la costruzione del “Borgo” si collega con grande maestria al rettilineo d’ingresso al paese, denominato “lo Stradone”.
La sapiente ed efficace successione di percorsi e di spazi organizzati, come la via alberata e la piazza triangolare che apre al Castello, rimane il carattere urbanistico peculiare di quella che per secoli è rimasta l’unica via d’accesso al paese, orientata verso Bologna, città alla quale Castel Guelfo era storicamente legata.

LO STRADONE

All’inizio del’700, su progetto dell’Ingegner Pietro Orsi, seguendo un’antica strada carraia, fu delineato lo Stradone nella sua forma attuale. Alberato in un primo tempo a platani, solo nel 1873 vennero piantati dei tigli. Questi alberi avevano raggiunto una dimensione considerevole nel periodo immediatamente precedente la seconda guerra mondiale. Durante la fioritura il profumo dei tigli era una caratteristica di Castel Guelfo e chi veniva dal Medesano percorrendo a piedi o in bicicletta il lungo viale, poteva godere di questa piacevole sensazione. La raccolta dei fiori, rappresentava per gli abitanti, del paese un piccolo reddito con il quale integrare le magre entrate di quei tempi. Durante la seconda guerra mondiale, vennero abbattuti dalle truppe Tedesche ed il legname usato per rifugi e ripari dai bombardamenti alleati. Nell’immediato dopoguerra, non furono più piantati i tigli ma dei meli e il ricavato del raccolto, andava al comune. Nel 1977 i meli, furono sostituiti di nuovo con i tigli che attualmente hanno ridato l’antica forma al viale.

IL CANALE CHE VENIVA DAL SILLARO

Nell’anno 1425, gli abitanti di Castel Guelfo, non avendo mulini nel loro territorio dovevano recarsi a macinare il grano e le biade nel territorio di Imola o in altri paesi.
La Famiglia Malvezzi, decise di far costruire a proprie spese un canale che prendendo acqua dal Sillaro, potesse far funzionare un mulino vicino al paese.
Un anno dopo, nel 1426, furono costruiti il canale ed il mulino.
Partendo da una diga posta all’inizio di Via Chiusa, il canale giungeva a Castel Guelfo, passava fra il castello ed il Borgo, per dirigersi verso l’attuale cimitero, dove poco distante dal paese vi era un mulino ad acqua.
Il canale venne tombato nel 1930, quando fu costruito un nuovo mulino alimentato con energia elettrica.